DAL NOSTRO INVIATO
PADOVA - Un «sindacato riformista», aperto ai cambiamenti, ma fermo nel rivendicare la distribuzione della ricchezza prodotta dall’intelligenza artificiale, perché «se le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio», ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, aprendo a Padova il XIX congresso nazionale del sindacato.
«Quando, grazie all’Ai, aumenterà la produttività, chi ne trarrà benefici?», si è chiesto Bombardieri. «Il rischio è che i profitti siano appannaggio solo delle imprese, con salari fermi, meno occupati e più concentrazione di ricchezza. Noi, invece, vogliamo discutere di come redistribuire la ricchezza». E il leader della Uil espone con chiarezza la sua ricetta: «Ridurre l’orario a parità di trattamento economico resta il nostro obiettivo prioritario».
La Uil, ha detto il segretario, sta preparando un documento in dieci punti sull’intelligenza artificiale che sottoporrà al governo e alle imprese per rivendicare i cambiamenti necessari nell’organizzazione del lavoro e nella distribuzione dei profitti generati dall’Ai. Si va dal «diritto soggettivo alla formazione continua sull’Ai in orario di lavoro» a un «fondo nazionale per la transizione» alla modifica del regime dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo «in caso di Ai, automazione e digitalizzazione».
Richieste rivolte alla premier Giorgia Meloni, in prima fila nella platea dei delegati e che interverrà dopo la relazione di Bombardieri. Che ha riconosciuto al governo i progressi fatti sul piano del «salario giusto» e del rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Ma non basta, secondo la Uil. Bene ha fatto l’esecutivo ad accettare, nel decreto lavoro, l’impostazione sindacale per la quale «il salario dignitoso è quello dei contratti firmati da Cgil, Cisl, Uil. E questo non era mai successo con nessun governo», ha detto Bombardieri. Ma ora bisogna arrivare a un vero recupero del potere d’acquisto, ha aggiunto. Per questo la Uil chiede di «confermare la detassazione degli aumenti contrattuali per i contratti che si rinnoveranno nel 2027 e nel 2028».
Inoltre, nella proposta unitaria di riforma del modello di relazioni industriali, recentemente sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil, si chiede alle imprese una verifica annuale degli scostamenti tra gli aumenti dei minimi stabiliti nei contratti e l’inflazione, per recuperare eventuali perdite.
La proposta sindacale è al vaglio della Confindustria e delle altre associazioni imprenditoriali. Bombardieri si è augurato che si arrivi a un accordo interconfederale e che esso possa essere recepito dal governo con una legge di sostegno, che dia forza anche alla misurazione della rappresentatività delle diverse sigle. E magari, ha rilanciato Bombardieri, all’«election day, per permettere ogni 3-4 anni a tutti i lavoratori di votare i propri rappresentanti sindacali nella stessa giornata».
2 lug 2026 | 16:46