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Come gioca la Nazionale di Mancini: caccia al regista, largo ai giovani. Donnarumma il totem, Pio Esposito il futuro

Come gioca la Nazionale di Mancini: caccia al regista, largo ai giovani. Donnarumma il totem, Pio Esposito il futuro

Sono passati oltre mille giorni e tre allenatori, anche se l'ultimo, Silvio Baldini, solo a interim per due partite

Mancini ritrova l'azzurro con la consapevolezza che la strada sarà più infida di quanto non lo fosse la prima volta, ma non è sembrato preoccupato. L'effetto benefico dell'Europeo vinto nel 2021, il momento più alto dal 2006, è stato cancellato dal Mondiale fallito e dalla fuga precipitosa in Arabia Saudita. Roberto, bisogna riconoscerglielo, ha avuto coraggio: quella dell'Italia per lui, considerando quanto accaduto, è una panchina scomoda.

Non ci saranno i bonus che avrebbero accompagnato Guardiola o Conte nell'anno senza Europei o Mondiali. Ma la Nations League, in un girone tremendo con Belgio, Francia e Turchia, diventa un crocevia pericoloso. Mancini deve coniugare la volontà di rinnovamento con la necessità di mettere insieme una Nazionale pronta subito.

L'idea è chiara: tecnica, coraggio e qualità. Si riparte dal 4-3-3 o dal 4-2-3-1 con almeno un terzino chiamato a spingere. È giusto ricordare che anche Spalletti e Gattuso volevano cominciare con quattro difensori, ma sono stati costretti a tornare indietro e sistemare la squadra a tre. Mancini intende portare avanti il suo progetto affidandosi a una serie di punti fermi: Donnarumma in porta, Barella e Tonali in mezzo al campo, Pio Esposito nel cuore dell'attacco. Gigio, abbracciato qualche giorno fa al matrimonio del portiere con Alessia, è il suo totem, il miglior giocatore dell'Europeo, il para rigori decisivo. Ora è anche capitano e leader. Un campione attaccato all'azzurro, l'unico reduce dalla Bosnia pronto a scendere in campo con la sperimentale di Baldini.

Tonali, appena passato al Tottenham di De Zerbi, è — in questo momento — il centrocampista più forte d'Italia, uno dei migliori in Europa: ha forza, talento, senso del gol. Ma Mancini intende recuperare alla causa anche il miglior Barella che, da quando se n'è andato via lui, in azzurro è sceso progressivamente di rendimento. Per Mancio non si tocca. E poi Esposito, la vera novità, il centravanti del futuro, da far crescere sereno confidando in Retegui, che Mancio stesso ha pescato in Argentina e fatto debuttare in Nazionale a Napoli contro l'Inghilterra. Kean, un altro che ha fatto esordire, potrebbe giocare da ala come all'inizio della sua carriera.

Ma ci sono anche parecchi nodi da sciogliere. E molte mancanze a cui sopperire. La difesa è senza marcatori veri. Bastoni e Calafiori, i migliori del lotto, sono bravi soprattutto a impostare e Buongiorno è infortunato. Non ci sono più Chiellini e Bonucci. Mancini seguirà con attenzione la maturazione di Scalvini e Ahanor, la crescita di Comuzzo, il recupero di Leoni e i progressi di Coppola, ma potrebbe essere costretto ad affidarsi al Mancini romanista. E nella difesa a quattro ci possiamo permettere due esterni di spinta come Palestra e Dimarco?

In mezzo al campo serve un regista: Locatelli è il passato, si candida Fagioli, tornano in auge Ricci e Rovella (centrali con Spalletti), occhio alla sorpresa Gaetano dell'Atalanta. Le ali sono fondamentali. Mancini proverà dove Gattuso ha fallito, cioè a recuperare Chiesa. Cancellieri entrerà nel gruppo, così come Vergara. Zaniolo e Baldanzi possono convincere Mancini a trasformare il 4-3-3 in 4-2-3-1.

I giovani saranno al centro: Kayode, Ndour e Koleosho sono sul taccuino dell'allenatore, insieme a Liberali del Como e Cacciamani del Torino, ma a inizio ottobre la Under 21 di Baldini si giocherà il primo posto nel girone dell'Europeo. Bisognerà tenerne conto.

30 lug 2026 | 07:24

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