Economia

Kering vola in Borsa a Parigi (+11%) spinta dalla ripresa di Gucci

Kering vola in Borsa a Parigi (+11%) spinta dalla ripresa di Gucci

Vola Kering alla Borsa di Parigi: il gigante della moda controllato dalla famiglia Pinault avanza dell’11% a metà mattina, oltre i 277 euro ad azione dopo un trimestre che ha visto i ricavi di Gucci calare meno delle attese, alimentando le speranze del mercato che il rilancio della maison fiorentina da parte del ceo di Kering, Luca de Meo, si stia avvicinando.

I numeri del secondo trimestre del 2026 hanno registrato una crescita del fatturato dopo diversi anni difficili e un calo dei ricavi di Gucci inferiore alle attese, che fanno ben sperare sulla ripresa del principale marchio del gruppo. Il gruppo Kering controlla anche marchi come Yves Saint Laurent e Balenciaga.

Kering, impegnata in un profondo processo di trasformazione, ha registrato un lieve aumento delle vendite nel secondo trimestre, interpretato dal gruppo come un segnale dell'efficacia della nuova strategia annunciata dal nuovo ceo Luca de Meo. Tra aprile e giugno, il fatturato del gruppo controllato dalla famiglia Pinault è cresciuto dell'1% a 3,65 miliardi di euro, dopo il calo registrato nel primo trimestre. Nel complesso del semestre, tuttavia, i conti restano in rosso: tra l'inizio di gennaio e la fine di giugno l'utile netto è sceso di oltre il 60%, attestandosi a 189 milioni di euro, a causa di componenti straordinarie. 

Le vendite del marchio di punta Gucci (che contribuisce per circa la metà degli utili) hanno continuato a diminuire nel secondo trimestre, ma con un calo meno marcato rispetto ai primi tre mesi dell'anno: le vendite comparabili sono diminuite del 2%, gli analisti si aspettavano un calo di circa il 3,3%. Il marchio ha registrato un miglioramento in tutte le aree geografiche rispetto ai tre mesi precedenti, guidato dal Nord America. Gli analisti di Capital Markets evidenziano in particolare un miglioramento dei margini «superiore alle attese», una tendenza che, a loro avviso, dovrebbe proseguire nella seconda metà dell'anno, con il management che «sembra fiducioso nella propria capacità di ridurre i costi operativi previsti» entro fine esercizio. 

Nel complesso, gli esperti parlano di una «prima stabilizzazione» del gruppo «sotto la nuova gestione». A quasi un anno dal suo arrivo alla guida di Kering, l'amministratore delegato Luca de Meo ha avviato una serie di interventi per rilanciare un gruppo che faticava a operare in un mercato del lusso in forte rallentamento. Tra le misure annunciate a metà aprile figurano l'ottimizzazione della rete commerciale - con la chiusura di 84 negozi -, la riduzione delle scorte, il taglio del numero di fornitori e una riorganizzazione interna. La vendita del beauty, poi, ha permesso di ridurre il debito. Dal canto loro, gli analisti di Jefferies sottolineano che il risultato operativo èstato «superiore del 6% alle previsioni grazie ai risparmi sui costi». 

29 lug 2026 | 10:28

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