Nel secondo trimestre del 2026 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1% in termini tendenziali. Lo comunica l'Istat nelle stime preliminari del secondo trimestre.
La variazione acquisita del Pil per il 2026 - ovvero la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno -, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Il 2026, ricorda l’Istat, ha tre giornate lavorative in più rispetto al 2025.
Il secondo trimestre del 2026, precisa l'Istat diffondendo la stima preliminare del Pil, ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2025. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell'agricoltura e dell'industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale al lordo delle scorte e un apporto negativo della componente estera netta. «Sulla base delle informazioni disponibili a 30 giorni - commenta l'Istituto di statistica - si stima che nel secondo trimestre 2026 l'economia italiana abbia mostrato un lieve rallentamento congiunturale rispetto al trimestre precedente».
«In termini tendenziali, si è registrata una crescita dell'1%, in lieve accelerazione rispetto allo 0,8% del trimestre precedente. La dinamica congiunturale positiva osservata nel secondo trimestre determina una revisione al rialzo di due decimali della crescita acquisita per l'anno 2026, da 0,6 a 0,8». «Dal lato dell'offerta - prosegue l'Istat - la crescita congiunturale risulta trainata dal comparto terziario, mentre si registrano flessioni per il valore aggiunto dell'agricoltura e dell'industria. Dal lato della domanda, si rileva un contributo negativo della componente estera netta al quale si associa un più marcato contributo positivo della domanda interna al lordo delle scorte».
«Ancora una volta l'Italia fa meglio delle previsioni — scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo la pubblicazione delle stime Istat —. Gli analisti stimavano una crescita tendenziale del Pil dello 0,7%. I dati diffusi oggi dall'Istat certificano invece una crescita dell'1,0%, con una crescita acquisita per il 2026 pari allo 0,8%. E mentre a sinistra c'era chi tifava per il rallentamento dell'Italia, i fatti raccontano un'altra storia. Continuate pure a sottovalutarci. Noi continueremo a lavorare e l'Italia continuerà a sorprendervi».
Il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, ha aggiunto: «Nonostante il contesto internazionale negativo l'economia italiana cresce oltre le aspettative e le stesse prudenti previsioni dei documenti di finanza pubblica».
Nel secondo trimestre del 2026, secondo una stima preliminare pubblicata da Eurostat, il Pil destagionalizzato è aumentato dello 0,4% nell'area dell'euro e dello 0,5% nell'Ue rispetto al trimestre precedente. Nel primo trimestre del 2026, il Pil era rimasto stabile nell'area dell'euro ed era aumentato dello 0,1% nell'Ue. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, nel secondo trimestre del 2026 il Pil è aumentato dell'1,0% nell'area dell'euro e dell'1,2% nell'Ue, dopo un +0,5% nell'area dell'euro e un +0,8% nell'Ue nel trimestre precedente.
Nonostante l'incertezza del contesto geopolitico mondiale le maggiori economie della zona Euro, Italia compresa, crescono nel secondo trimestre più delle attese. È quanto emerge dalle stime ufficiali diffuse oggi dagli Istituti di statistica nazionali. Italia, Germania e Francia crescono tra aprile a giugno allo stesso ritmo dello 0,2%, tutte più di quanto previsto dagli analisti: in particolare, per Italia e Germania il risultato segna un rallentamento rispetto al primo trimestre (quando il Pil aveva segnato rispettivamente +0,3% e +0,4%), ma è comunque superiore alle attese degli economisti che avevano puntato su un +0,1%; per la Francia si tratta di un ritorno al segno più - in linea con le previsioni -, che evita la recessione, dopo un avvio di anno a -0,1%. A correre più veloce di tutti è la Spagna, che mette a segno un +0,7%, superiore alle attese degli analisti (+0,6%) e anche rispetto al Pil del primo trimestre (+0,6%).
«Nel trimestre segnato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz, il Pil italiano cresce — scrive Confesercenti in una nota —. Un aumento moderato, ma comunque oltre le attese di molti analisti. Sulle prospettive del resto dell'anno pesa, però, la prosecuzione del conflitto iraniano e la persistenza dei prezzi dell'energia su livelli molto elevati. La resilienza della nostra economia è da ascrivere soprattutto al mercato interno. Un risultato incoraggiante, che contribuisce a rafforzare le prospettive per il 2026, ma che non deve indurre a sottovalutare le difficoltà con cui continuano a confrontarsi molte imprese. In questo quadro, tutelare e sostenere la spesa delle famiglie è una scelta strategica» e «occorrono incentivi agli investimenti delle imprese e un alleggerimento degli oneri fiscali e burocratici che continuano a penalizzare le attività economiche».
30 lug 2026 | 13:08