Bloccate le votazioni dell’Aula della Camera sul Dl infrastrutture-Pnrr: il governo si è bloccato sul nodo della gara per i treni Intercity e riprenderanno lunedì prossimo, 3 agosto, dalle 14 (come primo punto all'ordine del giorno della seduta). Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 25 agosto ed è atteso dal Senato. Nella giornata di mercoledì 29 luglio i lavori sul decreto legge avevano subito una serie di rinvii anche - come comunicato all'Assemblea dalla relatrice Rebecca Frassini (Lega) - per «importanti Interlocuzioni» in corso con la Commissione europea.
Uno dei nodi da superare è la questione della gara per l'affidamento del servizio ferroviario «Intercity», un tema che riguarda il completamento dell'attuazione del Pnrr, e che vale 3 miliardi di finanziamenti dall’Europa.
La gara per i servizi Intercity 2027-2041, dal valore complessivamente di 3 miliardi, sarebbe dovuta essere bandita entro il 30 giugno scorso. A inizio anno il Mit aveva annunciato l'avvio della procedura competitiva per l'affidamento dei contratti «di servizio pubblico» relativi ai collegamenti «ferroviari Intercity».
Il Dl Pnrr prevedeva una suddivisione in più lotti in modo da favorire la concorrenza, consentendo l'ingresso di altri operatori e quindi in linea con il processo di liberalizzazione del trasporto ferroviario promosso a livello europeo. A questa ipotesi di «spezzatino» di un servizio pubblico si erano, però, opposti i sindacati di categoria, denunciando un possibile peggioramento della qualità del servizio e il rischio di «fenomeni di dumping» per l'assenza di clausole sociali e contrattuali. I sindacati chiedevano una revisione con «un bando di gara a lotto unico» e avevano proclamato uno sciopero con lo stesso ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che definiva la richiesta «condivisibile».
Dopo un tavolo al Mit, presieduto dal viceministro, Edoardo Rixi, le sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti decidevano di sospendere la protesta sulle rassicurazioni del governo. «Abbiamo aperto una interlocuzione con la Commissione europea per rendere possibile il lotto unico: oggi non è possibile inserirlo a gara a causa del decreto Pnrr, che prevedeva solo il termine lotti al plurale», spiegava Rixi.
Il progetto iniziale prevedeva anche la costituzione di una società pubblica, la RoSCo (Asset Ferroviari Italiani), per agevolare l'ingresso di nuovi operatori. La società avrebbe acquistato e gestito il materiale rotabile, mettendolo a disposizione dell'operatore vincitore della gara in modo neutrale e non discriminatorio. L'obiettivo era eliminare una delle principali barriere all'ingresso nel mercato, cioè la disponibilità dei treni. Ma a inizio anno il progetto è stato accantonato. L'attuale contratto di servizio con Trenitalia scade alla fine del 2026 e dal 2027 dovrà entrare in vigore il nuovo affidamento.
30 lug 2026 | 15:23