Économie

El.En con Quanta system cresce nel Varesotto con i laser medicali

El.En con Quanta system cresce nel Varesotto con i laser medicali

El.En, il gruppo fiorentino quotato sul segmento Star di Borsa Italiana e leader mondiale sul mercato dei laser per la chirurgia, la medicina estetica, gli usi industriali e il restauro, punta sempre di più sul medicale. E, in particolare, su Quanta System, la controllata di Samarate produttrice di laser innovativi usati in urologia e in neurologia, che con 45,3 milioni di ricavi nel primo trimestre di quest’anno (+5% su base annua), un Ebitda del 24,9%, oggi rappresenta la componente più redditizia del gruppo.

 Per farlo nel 2025 ha investito 4,5 milioni per ampliare di 1.800 metri quadrati lo stabilimento varesino con una nuova camera bianca (clean room) automatizzata per la produzione di fibre ottiche chirurgiche, ottenendo 590 mila euro di crediti di imposta grazie agli incentivi di Industria 5.0. Quando l’impianto sarà a pieno regime, il sito produrrà 550 mila pezzi l’anno su un solo turno, contro i 400 mila che prima richiedevano due turni. Con due turni si supera il milione. A parità di operatori.
 
«Un laser viene usato circa 7-8 anni e consuma tra 250 e 300 fibre l’anno», spiega Girolamo Lionetti, ad di Quanta System in occasione del roadshow di El.En. «La domanda cresce in modo quasi esponenziale». La stima è che il fatturato di Quanta dalle sole fibre possa toccare i 60-65 milioni nei prossimi tre anni. Con l’obiettivo di arrivare a 200 milioni di ricavi totali entro il 2028, «geopolitica permettendo». Anche il gruppo El.En nel complesso stima una crescita «del 5% nel 2026 rispetto ai 595 milioni dell’anno scorso, con margini Ebitda in miglioramento», aggiunge Andrea Cangioli, ad di El.En e primo azionista.

Se il Medio Oriente rallenta, il gruppo ha aumentato le vendite soprattutto verso l’Asia (Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Taiwan), dove corre la domanda di laser per l’estetica, mentre il primo mercato in assoluto sono gli Usa, dove però gravano i dazi. Tanto che Lionetti non esclude «una produzione locale per aggirarli», ma «bisogna capire se quel 15% copre davvero i costi, soprattutto di personale».
 
Con l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei dispositivi il gruppo vuole contribuire a digitalizzare la sala operatoria. «Abbiamo 1.400 dipendenti di cui 350 in ricerca e sviluppo», dice Cangioli. «La crescita si costruisce identificando i nuovi bisogni e investendo sulle persone».

29 mag 2026 | 07:43

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