Économie

Pnrr, il bilancio del governo: «Finanziati 660 mila progetti, spinta alla crescita e alla resilienza italiana»

Pnrr, il bilancio del governo: «Finanziati 660 mila progetti, spinta alla crescita e alla resilienza italiana»

La scadenza del 31 agosto 2026 è ormai alle porte e per il Pnrr è tempo di bilanci. «Poco meno di quattro anni fa, abbiamo ereditato una grande responsabilità: portare avanti il Piano di ripresa e resilienza più consistente d’Europa, sia dal punto di vista finanziario che degli obiettivi da raggiungere», ha ricordato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, aprendo la due giorni de L’Italia del Pnrr. Sembrava «una sfida impossibile da vincere» ma l’Italia «è stata all'altezza del compito» e «ha raggiunto e mantenuto nel tempo il primato europeo nell’attuazione del piano», ha proseguito Meloni, enumerando i risultati ottenuti sinora: «166 miliardi di euro ricevuti, 416 traguardi raggiunti, 660 mila progetti finanziati, di cui 550 mila conclusi e circa 100 mila in fase avanzata di realizzazione». Per la conclusione del piano manca ancora «l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo».

L’Italia deve infatti ancora incassare dall’Unione europea la decima rata da 28,4 miliardi che è vincolata al raggiungimento di 157 obiettivi. «Dobbiamo rendicontare il triplo degli obiettivi in un terzo del tempo — ha ricordato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei e, appunto, per il Pnrr — ma sono ottimista». Nel frattempo, l’evento ha offerto l’opportunità ai ministri di raccontare i progetti finanziati con il piano, la cui attuazione è stata condizionata da due crisi energetiche epocali: l’invasione russa dell’Ucraina e la guerra in Iran. «Fra l’una e l’altra abbiamo trasformato il Paese, ribaltando la direzione dei flussi del gas e aumentando la produzione da rinnovabili», ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica nel corso di un panel moderato dal direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana. «Nel 2030 avremo più autonomia, anche se il gas rimarrà cruciale perché assicura continuità alle forniture — ha aggiunto — un altro elemento di continuità sarà il nucleare, di cui prevedo un ritorno nel 2034».

Gli choc degli ultimi anni non hanno però messo a repentaglio solo gli approvvigionamenti energetici, ma anche quelli alimentari. «La forza della nostra agricoltura ci conferisce maggiore resilienza dinanzi a eventi come la pandemia, l’invasione dell’Ucraina e la chiusura dello stretto di Hormuz», ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rivendicando la scelta di aumentare da 3,7 a 8,9 miliardi la dotazione finanziaria del Pnrr per l’agricoltura. Lollobrigida ha anche sottolineato come, dopo un’iniziale diffidenza, i rapporti con la Commissione Ue siano migliorati e siano ora improntati alla ricerca di un’efficace collaborazione.

Dopo la transizione verde, tuttavia, la seconda voce di spesa del Pnrr era dedicata alla digitalizzazione. E ieri la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha colto l’occasione del convegno presso il museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per presentare «Lisa», un’infrastruttura che andrà a potenziare le capacità di calcolo del supercomputer di Leonardo nell’ambito dell’intelligenza artificiale. Quanto all’istruzione, poi il ministro Giuseppe Valditara ha enfatizzato i risultati ottenuti nella lotta alla dispersione scolastica. «La dispersione scolastica che caratterizza la scuola italiana è scesa all’8,2%, per la prima volta al di sotto della media europea», ha rimarcato Valditara durante un panel moderato dalla giornalista Nunzia De Girolamo. «Dal 2023 a oggi abbiamo recuperato mezzo milione di ragazzi che prima non andavano a scuola».

Esaurita la fase attuativa del Pnrr, ora la grande questione è quale sarà la sua eredità, come hanno spiegato i due direttore generali della Commissione, Paul Kutos e Marie Donnay. «Il Pnrr può diventare un modello non solo per la misurazione ex-post dell’impatto di un piano pubblico di investimenti — ha sottolineato Enrico Giovannini, presidente Asvis — ma anche di una pianificazione ex-ante che coinvolga tutti i livelli decisionali: europeo, nazionale e locale». A questo proposito, in apertura dell’evento, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ha spiegato che il Comune grazie ai fondi realizzerà tutti e 100 gli interventi previsti per un totale di un miliardo. Mentre il governatore Attilio Fontana ha incassato i complimenti del ministro Foti sull’attuazione del Pnrr in Lombardia, con oltre 100mila progetti conclusi.

28 mag 2026 | 07:15

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