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Quilici, "restituirò il Colosseo ai romani"

Quilici, "restituirò il Colosseo ai romani"

Connettere il Parco del Colosseo ad altri percorsi archeologici della città, aprire nuovi spazi di visita al Palatino, diversificare la fruizione dell'anfiteatro Flavio per farlo tornare ad essere un luogo di incontro anche per i cittadini romani. E sperimentare nuove forme di attrazione culturale. Sono alcune delle direttrici di lavoro che si è dato il nuovo direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Simone Quilici, da ottobre alla guida del grande monumento nazionale.
    "La volontà è rimettere il Colosseo nel circuito di vita della città, attraverso iniziative culturali" che si potranno svolgere anche nell'arena dell'anfiteatro, dice l'architetto e paesaggista in un'intervista all'ANSA.
    Ma questo, "non avverrà a breve, perché la pedana del Colosseo, che per una porzione già esiste, ha circa 30 anni e va rifatta.
    E di certo non si tratterà di rave party o di concerti rock ma di proseguire sul filone delle iniziative che già si svolgono: eventi con un pubblico molto limitato e iniziative legate alla beneficenza o a cause sociali". Tuttavia, "quando verrà rinnovata la pedana, in arena si potranno anche ospitare concerti di musica classica, jazz o anche svolgere letture di poesie, attività culturali che puntino ad attrarre soprattutto i romani, che sono i grandi assenti del Parco, spaventati dalle 3.200 persone l'ora che visitano il Colosseo di giorno". Senza contare, in ogni caso, che già "qualche apertura serale esiste, come quella dei sotterranei due sere alla settimana. Ma immaginare delle attività culturali per i romani la sera, quando il grosso dei turisti è già andato via e il Colosseo finalmente torna a 'respirare', come dicono i custodi, è senz'altro uno dei miei obiettivi per il futuro".
    Nel 2026, infine, "stiamo lavorando, insieme ai colleghi turchi, ad una importante mostra su Troia con circa 300 reperti provenienti da diversi musei. Nel Colosseo sarà ospitata la sezione principale, con sezioni anche al museo del Foro, alle Uccelliere e al Ninfeo". La mostra sarà dedicata a Troia, uno dei miti più potenti e fondativi della storia antica, simbolo di un patrimonio condiviso che attraversa il Mediterraneo e le civiltà che lo hanno abitato. Un progetto che rafforza il ruolo della cultura come strumento di dialogo, cooperazione e diplomazia internazionale.
   


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