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Viaggio tra le opere di Frank Gehry

Viaggio tra le opere di Frank Gehry

(di Ida Bini) A pochi giorni dalla scomparsa del grande architetto canadese, naturalizzato statunitense, che ha rivoluzionato i paesaggi urbani di Los Angeles e Bilbao, ripercorriamo le sue principali opere, tutte riconoscibilissime, che da sole meritano un viaggio. E' un tributo a un gigante dell'architettura contemporanea, che ha saputo ridefinire il concetto di edificio, trasformando la scultura in architettura e l'architettura in un gesto plastico di rottura urbana. Frank Gerhy è ricordato soprattutto per il Guggenheim Museum di Bilbao, sua opera iconica inaugurata nel 1997. E' un'esuberante costruzione rivestita in titanio, blocchi di pietra calcarea e lastre di cristallo, innalzata in quella che era allora una città portuale in declino sulla costa settentrionale della Spagna. Le sue superfici, piegate in volumi fluidi e dinamici, ricordano scorci marittimi, scaglie di pesce e vele metalliche; è un organismo in movimento, capace di catturare la luce e mutare nel tempo. Il museo d'arte contemporanea è diventato sin dalla sua apertura un'importante attrazione turistica e ospita opere dagli anni Cinquanta ai giorni nostri con mostre temporanee di grande impatto visivo, laboratori e attività didattiche.
    Tutto comincia vent'anni prima in un sobborgo di Los Angeles quando Frank Gehry modifica una piccola casa degli anni Venti, avvolgendola di lamiere ondulate, reti metalliche e compensati grezzi. L'opera diventa subito un modello su cui lavorare e che inaugura quel suo linguaggio decostruttivista, espressione di un dissenso verso la rigidità dell'architettura tradizionale. Negli anni '80 progetta il ristorante Fish Dance, una delle sue opere più intuitive: una scultura a forma di pesce che diventa architettura urbana sul waterfront della città di Kobe. La forma irregolare e l'energia dinamica della struttura riassumono una delle ossessioni ricorrenti di Gehry: il pesce come archetipo, come forma libera, che anticipa la stagione scultorea dei futuri progetti. Nel 1988 partecipa alla realizzazione del Museum of Contemporary Art di Los Angeles, esempio di adattamento creativo di un edificio industriale preesistente. Lo spazio espositivo, con la sua architettura minimalista e l'ampiezza dei suoi spazi aperti, è adatto per installazioni su larga scala e opere concettuali. Sempre a Los Angeles, ma nel 2003, lavora al Disney Concert Hall, tempio dedicato all'acustica, collaborando con Yasuhisa Toyota e ottenendo una sala sinfonica di eccellenza assoluta. All'esterno, volumi in acciaio inox si incastrano come vele o petali metallici mentre all'interno un involucro di legno è pensato per la resa sonora dove la forma, peraltro spettacolare, non sacrifica la funzionalità. Nel 1993 progetta il Weisman Art Museum di Minneapolis, uno dei primi in cui Gehry sperimentò il linguaggio decostruttivista. La doppia facciata è il successo del progetto: da un lato il mattone, in continuità con gli edifici storici del campus; dall'altro le superfici d'acciaio piegate e brillanti che si aprono verso il fiume Mississippi. Tradizione e innovazione convivono nel progetto, anticipando le opere successive. Dopo Bilbao, Gehry ritorna più volte in Spagna, in particolare nel 2006 con l'Hotel e ristorante Marqués de Riscal, dove le lamine colorate ricordano i colori oro e viola della regione vinicola de La Rioja. L'opera scultorea svetta tra i vigneti della storica cantina del Marqués de Riscal, l'azienda vinicola più antica di Spagna, luogo di incontro e di studio oltre che albergo e ristorante d'altissima qualità. E' una vera città del vino, secondo un ambizioso progetto dei proprietari: esternamente presenta cascate di titanio di diversi colori, la facciata in pietra e le finestre in legno mentre le pareti irregolari presentano tre colonne che dividono i piani, rendendo davvero unica e originale la permanenza nella struttura. Nel 2011 a Manhattan nasce la Beekman Tower: qui Gehry reinterpreta il tema del grattacielo con una facciata ondulata, rivestita in acciaio inox, che riflette il cielo come una superficie liquida, dove l'increspatura aumenta la quantità di luce nelle unità abitative. Tre anni dopo nasce a Parigi, all'interno del piccolo giardino di piante esotiche d'Acclimatation del Bois de Boulogne, la fondazione Louis Vuitton, un enorme edificio di vetro, legno e acciaio simile a una nuvola o a un vascello con 12 vele trasparenti in vetro temperato. Il centro artistico, che ha lo scopo di sostenere e di promuovere la creatività di artisti contemporanei, ospita un auditorium e 11 gallerie che espongono mostre temporanee di giovani talenti e una collezione permanente di opere e installazioni di artisti internazionali.
    Sempre in Francia nel 2021 l'architetto progetta ad Arles, in Provenza, il Luma Tower, tempio della fotografia: è una torre rivestita da più di undicimila pannelli di acciaio inox irregolari, ispirata alle rocce delle Alpilles e ai dipinti di Van Gogh. All'interno la torre ospita spazi espositivi, laboratori, archivi, sale per artisti e terrazze panoramiche: è un'infrastruttura culturale plurifunzionale, pensata non solo per esporre arte ma per generarla. Qui funzione, luce e territorio dialogano senza gerarchie.
   


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