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Ci vuole fantasia per fare Malagò commissario della sua Figc: così il «bomber» del consenso evita la trappola del Coni

Ci vuole fantasia per fare Malagò commissario della sua Figc: così il «bomber» del consenso evita la trappola del Coni

Ci vuole una botta di fantasia per nominare Giovanni Malagò «commissario» della Federcalcio. Premessa: noi ce lo saremmo tenuti così com’era, presidente eletto con quasi il 70% dei voti. Si ragionava in modo semplice: varrà più una elezione, fatta con tutti i crismi, l’urna, un vincitore (Malagò), uno sconfitto (Abete, candidato di grande dignità), che una tessera mancante, sbandierata come se fosse stata il Vangelo dello sport dal presidente del Coni Buonfiglio? Senza tessera la Federcalcio va commissariata, così aveva deciso il premier dello sport italiano, solitamente uomo mite e orientato all’armonia, non certo alla lotta e alla guerra politica.

Ma qualcuno lo aveva convinto che era giunto il momento di far saltare Malagò (il capo del Coni ha i suoi consiglieri naturalmente, è sempre stato così) per quel gol vincente senza tessera: fuorigioco per la Var del Coni. Ma «il bomber Malagò» si muove bene nell’area quando c’è da prendere voti e catturare consenso, ha sempre vinto, anche quando i sondaggisti dello sport lo davano sconfitto. E qualcuno si è accorto che avrebbe potuto realizzare un’altra doppietta, prima in Giunta Coni e poi in Consiglio Nazionale, dove se ha perso un amico, Luciano Buonfiglio, conserva ancora dei sostenitori. Insomma meglio trovare un’intesa all’ultimo secondo, un papocchio (altro intervento, questo provvidenziale, dei consiglieri): commissario sì, d’accordo, ma lo faccia Malagò. Che gestirà il momento delicato, indirà nuove elezioni, si ricandiderà con una tessera in mano. Farà un altro gol. Applaudirà anche Buonfiglio. «Lo sport non merita questa tristezza», aveva confidato Gianni Petrucci, , infastidito dai veleni che intossicano il suo mondo. Chissà se oggi si respirerà meglio

6 ott 2026 | 07:18

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