Economia

Melanoma, il vaccino personalizzato di Moderna riduce recidive e metastasi: il titolo vola a Wall Street (+150%)

Melanoma, il vaccino personalizzato di Moderna riduce recidive e metastasi: il titolo vola a Wall Street (+150%)

Moderna torna al centro della scena grazie alla tecnologia che l’ha resa protagonista durante la pandemia, questa volta applicata alla cura dei tumori. Le azioni dell’azienda statunitense sono arrivate a guadagnare circa il 150% a Wall Street dopo l’annuncio dei risultati positivi ottenuti da Intismeran, un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato insieme a Merck.

L’analisi intermedia dello studio clinico in fase avanzata ha mostrato che il trattamento, somministrato insieme all’immunoterapico Keytruda, ha raggiunto sia l’obiettivo principale di ridurre il rischio di recidiva sia quello secondario di impedire la diffusione del tumore in altre parti dell’organismo, rispetto alla somministrazione del solo Keytruda.

È il primo risultato positivo ottenuto in uno studio avanzato da un vaccino oncologico a mRNA e, secondo le aziende, anche la prima sperimentazione a dimostrare che l’aggiunta di un trattamento personalizzato a Keytruda produce risultati migliori rispetto al solo farmaco nei pazienti ai quali il melanoma è stato rimosso chirurgicamente.

Intismeran è destinato a persone alle quali è già stato diagnosticato un melanoma. Non è dunque un vaccino preventivo, come quelli utilizzati contro le malattie infettive, ma un trattamento terapeutico costruito su misura per ciascun paziente.

Il vaccino viene realizzato analizzando le mutazioni presenti nel tumore del singolo malato, in modo da fornire al sistema immunitario le istruzioni necessarie per riconoscere e attaccare le eventuali cellule tumorali residue.

Lo studio ha coinvolto 1.137 pazienti ad alto rischio con melanoma negli stadi compresi tra IIB e IV, già sottoposti alla rimozione chirurgica del tumore. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha ricevuto fino a nove dosi del vaccino personalizzato insieme a Keytruda, il secondo il solo Keytruda. Il trattamento è proseguito per circa un anno.

Le aziende hanno precisato che dall’analisi intermedia non sono emersi nuovi segnali relativi alla sicurezza. I risultati completi saranno comunque fondamentali per quantificare il beneficio prodotto dalla terapia e valutarne in modo definitivo il profilo di rischio.

I risultati confermano quanto era già emerso dallo studio clinico di fase intermedia. I dati diffusi a gennaio avevano mostrato che la combinazione tra Intismeran e Keytruda aveva ridotto del 49% il rischio di recidiva o morte nell’arco di cinque anni rispetto al solo immunoterapico.

«È la prima volta che osserviamo miglioramenti clinicamente e statisticamente significativi rispetto a un trattamento come Keytruda in questa popolazione di pazienti, ed è la prima volta che ci riusciamo con una terapia individualizzata», ha dichiarato il presidente di Moderna Stephen Hoge, definendo il risultato una svolta.

Secondo Hoge, migliaia di pazienti sottoposti a un intervento chirurgico per un melanoma ad alto rischio potrebbero beneficiare della terapia già dal prossimo anno. Merck ha confermato che le due società hanno avviato il confronto con le autorità regolatorie. Intismeran ha già ottenuto la designazione di «terapia innovativa», che potrebbe accelerarne l’esame, ma non è stato ancora autorizzato.

La portata della scoperta potrebbe inoltre andare oltre il melanoma, la forma più letale di tumore della pelle. Moderna e Merck stanno già studiando la stessa piattaforma contro altri tipi di cancro: il successo della sperimentazione rafforza quindi l’ipotesi che i vaccini personalizzati a mRNA possano aprire una nuova strada nella cura dei tumori.

L’annuncio ha provocato una reazione eccezionale sui mercati. Dopo essere salita di oltre l’80% nel premercato, Moderna è arrivata a guadagnare circa il 150%, toccando i livelli più alti degli ultimi anni. Anche Merck è avanzata dell’11%.

Il balzo interrompe una lunga fase di declino iniziata dopo l’euforia della pandemia. Nell’agosto 2021 Moderna aveva raggiunto il massimo storico di 484,47 dollari in chiusura, spinta dalle prospettive del vaccino anti-Covid. L’azienda era diventata uno dei simboli della risposta alla pandemia, ma negli anni successivi ha risentito del crollo della domanda e delle difficoltà incontrate nel dimostrare agli investitori che la piattaforma a mRNA potesse essere impiegata con successo anche contro altre malattie. Il progressivo calo della domanda aveva poi trascinato il titolo fino a 22,28 dollari nel novembre 2025. Alla vigilia dell’annuncio sul melanoma valeva 62,96 dollari: anche dopo aver toccato quota 163 nella seduta di mercoledì, resta quindi circa due terzi sotto il record del 2021.

Per Moderna il risultato ha dunque un’importanza decisiva anche sul piano industriale. La società punta ora sui vaccini oncologici per tornare alla redditività. Secondo gli analisti di Barclays, la sola applicazione di Intismeran contro il melanoma potrebbe generare vendite annuali per circa 3 miliardi di dollari entro il 2035. Per Merck, invece, la nuova terapia potrebbe contribuire a compensare la futura scadenza del brevetto di Keytruda, per anni il farmaco più venduto al mondo.

Le aziende non hanno ancora deciso quanto costerà il trattamento. L’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, ha spiegato che i risultati dello studio sono diventati disponibili soltanto pochi giorni fa.

A differenza di alcune terapie cellulari personalizzate, la produzione di Intismeran non richiede però l’impiego delle cellule del paziente. Secondo Bancel, questo potrebbe rendere più semplice aumentare la capacità produttiva e contenere il prezzo finale.

19 agosto 2026, 17:26 - Aggiornata il 19 agosto 2026 , 17:59

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