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Conte, Mancini o la suggestione Guardiola? La Nazionale aspetta le elezioni Figc. In gioco anche Ranieri e Pioli

Conte, Mancini o la suggestione Guardiola? La Nazionale aspetta le elezioni Figc. In gioco anche Ranieri e Pioli

Due uomini per una panca, un tempo prestigiosa, adesso scivolosa e pericolosa. Roberto Mancini e Antonio Conte sono i candidati per la Nazionale, sfregiata dal terzo Mondiale di fila mancato. Si entra nel mese decisivo, quello della verità. Fra tre settimane tonde, alle elezioni federali, sarà scelto il nuovo presidente tra Giovanni Malagò (favorito) e Giancarlo Abete. E la prima decisione, che è anche la più importante e attesa, dovrà essere la nomina del commissario tecnico.

Sia Malagò sia Abete ci stanno già lavorando, sottotraccia, attenti a non smuovere troppo le acque perché sbagliare una mossa in questi giorni di fuoco sarebbe letale. Di sicuro l’erede di Rino Gattuso sarà un allenatore di primo livello. La Figc, vista la crisi del governo federale, sarà l’ultima a scegliere sul mercato delle panchine e infatti un candidato si è già eclissato. Massimiliano Allegri, andrà al Napoli. E Guardiola, al momento, è una suggestione. Il ministro Abodi lo rilancia con l’obiettivo, neppure celato considerando il fascino di Pep, di mettere in crisi i candidati alla poltrona presidenziale

Il governo, e non lo nasconde neppure, vorrebbe un commissario in via Allegri, ma questa è un’altra storia. Senza contare che Guardiola, nel momento del suo struggente addio al City, ha annunciato che si prenderà un anno sabbatico e durante questo periodo lavorerà come osservatore per le squadre del marchio City. Ci vorrebbe un colpo di mano.

Tutti gli indizi per la panchina portano a Mancini e Conte, che in Nazionale ci sono stati. Roby ha vinto l’Europeo del 2021, ha inanellato una serie di 37 risultati utili consecutivi che è ancora un record Mondiale, ha dato un gioco e un’anima alla squadra con il doppio play, Jorginho e Verratti, ma si è lasciato in maniera traumatica con Gravina e la Federcalcio, attirato dai soldi (tantissimi) degli arabi

Ha già chiesto scusa e tornare in azzurro è la sua priorità. Non ne farebbe neppure una questione di soldi. E metterebbe il Mondiale del 2030 al centro del progetto. Il contratto con l’Al Sadd, con cui ha festeggiato la vittoria nel campionato qatariota, non sarebbe un ostacolo visto che il Mancio è intenzionato a rescindere l’accordo.

Anche Conte, azzurro per due anni, ha fatto benissimo in Nazionale, sfiorando le semifinali di Euro 2016 con una delle squadre peggiori degli ultimi dieci anni e, già d’accordo con il Chelsea, se n’è andato via con le lacrime agli occhi. «Non è un addio ma un arrivederci», disse all’allora presidente Tavecchio. Il momento per tornare è arrivato, ma prendere Antonio, che ha già divorziato dal Napoli, non è facile per molti motivi: l’ingaggio di almeno 5 milioni netti e la difficoltà del tecnico a impegnarsi per un lungo periodo, fino al Mondiale del 2030. 

Conte è più di impatto, Mancini è a largo raggio, gli piace lavorare con i giovani e non ha paura a lanciarli. Quando era ancora ct diceva che Esposito sarebbe diventato il futuro centravanti, una previsione azzeccata.

Con Abete lo scenario cambierebbe. L’ex presidente federale sceglierà sicuramente un italiano ma non Mancini, perché considera ancora traumatico il divorzio che si è consumato nell’estate del 2023. Il nome a sorpresa potrebbe essere quello di Simone Inzaghi ma potrebbero tornare in gioco Claudio Ranieri, magari come dt, o Stefano Pioli, allenatori di buon senso, preparati, disponibili. Niente Baldini, che sta guidando la sperimentale e a settembre ricomincerà con la Under 21. Capello lo ha candidato, i federali hanno altre idee e Silvio, attirato dall’idea di continuare con i giovani, si è già smarcato: il suo sogno sarebbe tornare all’Olimpiade dopo vent’anni. E vincerla.

1 giu 2026 | 07:31

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