Économie

I programmi di Brembo nella moda, Amadori cresce con le proteine vegetali. L’Economia in edicola lunedì

I programmi di Brembo nella moda, Amadori cresce con le proteine vegetali. L’Economia in edicola lunedì

Dopo Hormuz niente tornerà come prima. Dopo ogni rottura nella normalità degli scambi, i flussi del commercio mondiale non ritornano allo stato originario una volta terminata l’emergenza. Parte da questa considerazione Ferruccio de Bortoli che su L’Economia in edicola domani con il Corriere della Sera firma la sua analisi con Alessandro Giraudo.
Comunque vadano le cose, il Golfo Persico resterà un concentrato di rischi non prevedibili. Secondo le ultime stime nell’intera area il calo dell’offerta di greggio ha raggiunto i 14 milioni di barili al giorno, circa il 45% della produzione regionale. «Si calcola che nei prossimi mesi — scrivono de Bortoli e Giraudo — mancheranno almeno 10 milioni di barili al giorno. Le quotazioni scenderanno, ma lentamente. Solo l’Arabia Saudita è in grado di aumentare la produzione senza problemi. La rivoluzione tecnologica, iniziata quasi vent’anni fa negli Stati Uniti con lo sfruttamento del gas e del petrolio di scisto, è destinata a subire una nuova e forte accelerazione».
Una situazione che sta avvantaggiando fornitori alternativi, a cominciare dagli Usa che esportano una quantità record di carburanti. La rivoluzione tecnologica iniziata quasi vent’anni fa negli Stati Uniti con lo sfruttamento del gas e dell’oro nero di scisto, è destinata a subire una nuova e forte accelerazione. Su questo mercato ora ci sono anche Cina, Argentina, Turchia, Australia e persino, in Medio Oriente, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita Non pervenuto, invece, il Vecchio Continente. Le risorse esistono, in particolare in Francia e in Germania, ma le normative europee e nazionali impediscono lo sfruttamento per ragioni ambientali.

La copertina di questo numero è dedicata a Matteo Tiraboschi, presidente esecutivo di Brembo che annuncia la svolta dell’azienda bergamasca in tema di intelligenza artificiale: «Le tecnologie digitali, sviluppate in casa, sono richieste anche da aziende del fashion, della logistica e del cibo». Ma non si nasconde una certa preoccupazione per le decisioni di Bruxelles: «L’automotive è la spina dorsale dell’industria europea. Investendo solo sull’elettrico la perdiamo».

Ricca la sezione dedicata alle imprese a cominciare dallo spazio dedicato a Denis Amadori, amministratore delegato del gruppo Amadori, che spiega i piani del gruppo cesenate da 1,8 miliardi di ricavi che dopo l’acquisizione di Unconventional accelera sui prodotti vegetali e diventa il terzo player in Italia. Filiera integrata, logistica hi-tech e zero carne rossa le linee per proseguire lo sviluppo.
Si fa sentire l’effetto della guerra sul comparto dei cereali. «Il conflitto in Medio Oriente avrà impatti importanti sulle rese agricole, l’importazione di materie prime sale del 4-5% ogni anno. C’è un tema di sicurezza del sistema»: è l’analisi di Mauro Fanin (Cereal Docks), big nazionale della lavorazione di semi e farine. Il gruppo veneto fattura 1,43 miliardi e si prepara a una nuova acquisizione.
Infine, nella sezione Patrimoni, il focus sull’Imu. L’acconto entro il 16 giugno. Se non è cambiato nulla si versa il 50% del totale 2025, il conguaglio a dicembre in base alle nuove aliquote. Confermate le principali agevolazioni.

31 mag 2026 | 08:04

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