Économie

Pedaggi autostradali, dal 1° giugno scattano i rimborsi per code e cantieri. Ma il Codacons avverte: «Ancora nessuna istruzione per gli automobilisti»

Pedaggi autostradali, dal 1° giugno scattano i rimborsi per code e cantieri. Ma il Codacons avverte: «Ancora nessuna istruzione per gli automobilisti»

Chi partirà per il ponte del 2 giugno potrà contare, almeno sulla carta, su una novità attesa da anni: dal prossimo 1° giugno scatterà infatti il diritto al rimborso del pedaggio autostradale in caso di lunghi blocchi del traffico o ritardi causati dai cantieri.

La misura, introdotta dalla delibera 211/2025 dell'Autorità di regolazione dei trasporti (Art), inaugura un principio finora assente sulle autostrade italiane: se il servizio non viene erogato secondo standard minimi di qualità, l'utente può ottenere un ristoro economico (qui e qui per saperne di più).

A poche ore dall'entrata in vigore del nuovo sistema, però, il Codacons ha lanciato un avvertimento: sui siti delle principali concessionarie autostradali non sarebbero ancora disponibili informazioni dettagliate sulle modalità per richiedere gli indennizzi, mentre manca ancora la piattaforma unica prevista dalla stessa delibera.

Per quanto riguarda i blocchi della circolazione, il meccanismo è semplice e progressivo. Gli automobilisti avranno diritto al rimborso del 50% del pedaggio in caso di blocco del traffico compreso tra 60 e 119 minuti. La percentuale salirà al 75% per attese comprese tra 120 e 179 minuti e raggiungerà il 100% del pedaggio pagato quando la paralisi della circolazione supererà le tre ore.

Più articolate le regole previste per i ritardi causati dai lavori stradali.
Per i percorsi inferiori a 30 chilometri il diritto al rimborso scatterà indipendentemente dai minuti di ritardo accumulati. Per le tratte comprese tra 30 e 50 chilometri sarà invece necessario un ritardo superiore a 10 minuti, mentre oltre i 50 chilometri la soglia salirà a 15 minuti.

L'importo dell'indennizzo sarà calcolato secondo parametri definiti dall'Autorità, tenendo conto della lunghezza del percorso, dell'entità del ritardo e dell'impatto dei cantieri sul viaggio.

Restano escluse alcune situazioni particolari, come gli interventi emergenziali legati a incidenti, eventi meteorologici o altre circostanze straordinarie.

È proprio sulle procedure operative che si concentra la critica del Codacons.
Secondo l'associazione dei consumatori, a pochi giorni dall'avvio del nuovo sistema non sarebbero ancora state fornite indicazioni chiare e uniformi agli utenti sulle modalità attraverso cui ottenere il rimborso. Inoltre non è ancora disponibile l'applicazione unica prevista dalla delibera Art, che dovrebbe consentire agli automobilisti di verificare automaticamente il diritto all'indennizzo e presentare le relative richieste.

Il rischio, denuncia il Codacons, è che almeno nella fase iniziale ogni concessionario adotti procedure differenti, costringendo gli utenti a districarsi tra portali web, moduli e canali di assistenza diversi.

La novità arriva proprio mentre milioni di italiani si preparano a mettersi in viaggio per la Festa della Repubblica. Secondo le stime del Codacons saranno circa 45 milioni le auto in movimento tra il fine settimana e il 2 giugno. Un esodo che, complice il rialzo dei carburanti legato alle tensioni internazionali, rischia di pesare in modo significativo sui bilanci familiari.

L'associazione calcola una spesa aggiuntiva complessiva di circa 640 milioni di euro per i rifornimenti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La benzina costa in media il 15,4% in più rispetto al ponte del 2025, mentre il gasolio registra un aumento del 27,5%.

Per chi resterà imbottigliato nel traffico o subirà pesanti rallentamenti dovuti ai cantieri, il nuovo sistema di rimborso dei pedaggi rappresenta dunque una piccola compensazione. Sempre che, una volta arrivati a destinazione, sia chiaro come richiederla.

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