Ci sono momenti nei quali Cristiano assomiglia a Santiago, il vecchio pescatore di Hemingway, perché anche se ha perduto come lui la freschezza dei bei giorni la conoscenza delle correnti del gioco gli detta piccoli movimenti in area di rigore alla ricerca del punto più pescoso. Mai dire mai con Ronaldo, ma 22 anni dopo la prima volta in un grande torneo — era Lisbona, era un Europeo — questo di Dallas dovrebbe essere l’ultimo faccia a faccia con la nemica preferita: la Spagna. Parte integrante della sua leggenda, perché i 9 anni al Real Madrid hanno definito la storia del calcio contemporaneo, ma anche scomoda pietra di paragone: nel suo lungo e irripetibile tratto di strada Cristiano ha partecipato all’unica vittoria del Portogallo, l’Europeo 2016. Ma nello stesso periodo gli spagnoli ne hanno portati a casa tre, più il Mondiale del 2010. Un’altra vita.
Ronaldo si aggira paziente nella zona di Cubarsi, che gli rende sì 22 anni di esperienza, ma sullo scatto non può esserci partita. Lui aspetta. Nel primo tempo la partita è mediocre e crepuscolare, e il Portogallo la gioca un po’ meno peggio della Spagna, anche perché Yamal ha portato in campo di sé la versione testarda e improduttiva. Pure al Mondiale 2010 Spagna-Portogallo fu un ottavo di finale, vinsero 1-0 i primi e da lì spiccarono il volo verso il titolo. Chissà se la storia è destinata a ripetersi. Il sangue fresco dei cambi riaccende una partita esangue, e la carta Merino è vincente come due anni fa nei quarti. Facendo il pendolo tra dischetto e area piccola, Ronaldo implora la palla perfetta per il pari: la fallì a Donetsk nel 2012, e finì per perdere ai rigori. Segnò ben tre reti a Sochi nel 2018, l’ultimo confronto prima di questo. Ora che gli servirebbe una palla, una sola per la notte estrema, Cristiano la vede planare all’ultimo istante prolungata da Joao Neves. È distante un solo metro dalla sua traiettoria di corsa, niente e tutto, basterebbe un tuffo di testa, un guizzo di reni, una di quelle cose da ragazzi. Cristiano rientra in porto a mani vuote come Santiago, ma la sua storia enorme assomiglia alla carcassa del marlin del Vecchio e il Mare. Una prova di grandezza anche il giorno dell’addio.
7 lug 2026 | 07:08