Un primo tempo di rodaggio, chiuso sull’1-1. Poi nei primi diciotto minuti della ripresa l’Inter fa tre gol e travolge il Monza neopromosso e rimaneggiato per le numerose assenze e un mercato ancora incompleto. Come al suo esordio nerazzurro Chivu stravince la prima di campionato (5-0 al Torino dodici mesi fa) e si gode tutto, anche le fatiche della sua squadra dopo il vantaggio quasi immediato firmato da Calhanoglu con un destro da fuori su assist di Diouf, schierato da esterno destro: il Monza pareggia con Varela che si sbarazza abilmente di Akanji e con un diagonale dà il primo dispiacere a Josep Martinez.
Nell’intervallo Chivu evidentemente fa capire ai suoi che è il caso di alzare i ritmi e una respinta maldestra di pugno di Pizzignacco facilita il lavoro a Zielinski che la mette dentro con precisione. Pio Esposito, già fondamentale nel vantaggio nerazzurro con la sua protezione del pallone, fa tris con un magnifico colpo di tacco, ancora su iniziativa di Diouf da destra. Il quarto gol è di Bisseck, che beffa ancora il portiere del Monza con un tiro da dentro l’area, complice anche una leggera deviazione di Lucchesi.
Lautaro, con soli dodici giorni di preparazione nel giorno del suo 29° compleanno non si sblocca, ma innesca il primo gol e incassa con orgoglio le parole del presidente Marotta dopo le avances del Barcellona che ha contattato il procuratore del capitano interista: «E’ il nostro capitano e rappresenta la storia attuale dell’Inter. Non ci sono le condizioni perché lasci l’Inter, non vogliamo rinunciarci in tutti i modi e per qualsiasi cosa. Non se ne deve nemmeno parlare».
Nel finale si vede anche il nuovo arrivato Stones, unico fra i tre inglesi a disposizione per l’esordio in campionato: significativo l’abbraccio tra Chivu e l’ex colonna del Manchest City prima di entrare in campo. Poi è il turno del debutto di Stankovic, ricomprato dal Bruges dopo essere cresciuto nel vivaio interista: per lui le offerte di mercato non mancano. Il Monza di Juric, con molti giovani (occhio al regista Mout) aspetta nuovi innesti. E avversari più alla portata.