«La letteratura ceca non merita di essere trattata in questo modo». Il giorno dopo la contestazione ricevuta durante la cerimonia di apertura della Fiera di Francoforte il ministro della Cultura della Repubblica Ceca Oto Klempíř, risponde con un detto che anche gli italiani conoscono bene: «I panni sporchi si lavano in famiglia». Il suo intervento all’opening della Buchmesse è stato più volte interrotto da grida mentre un cartello esposto lo definiva «ministro dell’anti-cultura». Intercettato dai giornalisti nello stand del suo Paese, Ospite d’onore di questa edizione, Klempíř la prende con filosofia. «Siamo al centro di una guerra culturale. Io rappresento un partito della destra liberale e gli oppositori mi contestano».
Klempíř è un outsider della politica: musicista, paroliere, pubblicitario, ricorda di aver organizzato due festival culturali e di essere passato dall’altra parte soltanto da poco. «Ho dedicato tutta la mia vita alla cultura - ha spiegato -. Ero uno di loro, per questo mi considerano un traditore. Sono in carica soltanto da 3 mesi, vedremo se cambieranno idea». Il ministro ha anche respinto le accuse di aver introdotto misure che in qualche modo aumentano il controllo sulla cultura. «Ci sono organismi e commissioni professionali che valutano e decidono. Per tutta la vita ho sostenuto la libertà».
L’editoria italiana oggi, mercoledì 7 ottobre, si è presentata alla Buchmesse con un nuovo spazio più ampio e luminoso nel padiglione 3. Al taglio del nastro è seguita la presentazione della sintesi del Rapporto sullo Stato dell’editoria a cura dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (Aie). Segnali positivi nei primi nove mesi del 2026: il mercato trade (cioè narrativa e saggistica a stampa venduta in librerie fisiche e online e nei supermercati), è cresciuto del 3,2% in valore, e del 2,7% quanto a copie, con 69,8 milioni di libri venduti. Un incremento dovuto principalmente al bonus biblioteche stanziato dal ministro della Cultura Alessandro Giuli.
«Il valore del bonus non è sostegno alll’editoria, ma è la funzione della biblioteca che viene aiutata» ha detto Cipolletta. «D’accordo con il ministro Giuli abbiamo privilegiato le biblioteche meno forti, quelle del Mezzogiorno, dove si vende meno del 20% dei libri». Ma sono soprattutto i dati sull'internazionalizzazione su cui ha insistito il presidente dell’Aie Innocenza Cipolletta. Nel 2025 sono stati siglati 8.645 contratti per la vendita di diritti di traduzione di libri italiani all’estero, un numero mai raggiunto da quando Aie ha avviato le rilevazioni nel 2001.
Nel 2025 le lingue in cui i libri italiani sono stati tradotti sono 45, i Paesi raggiunti 64, in particolare, sono stati venduti all’estero soprattutto libri per bambini e ragazzi (3.133). «I titoli venduti hanno quasi eguagliato quelli comprati - ha detto Cipolletta -. Ma per me non è semplicemente un bilancio in pareggio, va oltre il dato puramente economico. Bisogna considerare la somma dei due, perché la funzione dell’editoria non è soltanto commerciale ma culturale. Importiamo ed esportiamo idee non oggetti».
7 ott 2026 | 13:53