Economia

Durigon: «Costo di luce e gas, i fornitori mettano un tetto come per i carburanti»

Durigon: «Costo di luce e gas, i fornitori mettano un tetto come per i carburanti»

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dice che la manovra deve essere «prudente». Matteo Salvini che deve essere «coraggiosa». Dovete mettervi d’accordo nella Lega.
«No — risponde il sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega, Claudio Durigon —. Dipende da come si guardano le cose. Giorgetti, giustamente, richiama la prudenza, ma non dimentichiamo che il governo, con la lettera della premier, Giorgia Meloni, alla commissione Ue ha chiesto più flessibilità in relazione alla imprevista impennata dell’inflazione. Del resto, anche gli ultimi dati evidenziano che c’è un potere d’acquisto da recuperare e quindi servono interventi su questo fronte. Ci vuole insomma una manovra prudente ma con tanto buon senso. E speriamo che anche l’Europa abbia buon senso».
Quali interventi propone per il recupero del potere d’acquisto?
«Si tratta di continuare sulla scia di quanto fatto finora, dal taglio strutturale del cuneo alla detassazione dei rinnovi contrattuali. Con un occhio di riguardo per i giovani. Penso alla start tax del 5% sugli incrementi di reddito da lavoro e alla staffetta generazionale per favorire le assunzioni».
E per mandare in pensione le persone prima. Salvini ripete che 67 anni d’età sono troppi.
«Per questo noi proponiamo alla discussione con gli alleati l’uscita a 64 anni, come scelta assolutamente volontaria e in cambio del calcolo di tutta la pensione col contributivo. Così come pensiamo sia necessaria una forma di flessibilità in uscita per le donne e la staffetta generazionale: la possibilità cioè di uscire a 64 anni, anche col calcolo misto, purché venga assunto un giovane».
Solo per coprire la flessibilità volontaria a 64 anni servirebbe un miliardo e mezzo il primo anno, 5 nei primi tre.
«Sono stime prudenziali e lorde. Al netto delle entrate fiscali e considerando che il tiraggio di questi canali di uscita volontari è sempre inferiore alle previsioni, si tratterebbe di una spesa gestibile».
Sempre Salvini chiede almeno 8 miliardi per l’adeguamento dei prezzi nei cantieri pubblici.
«Questa è una spesa assolutamente necessaria. Se si bloccano i lavori pubblici si perderebbero migliaia e migliaia di posti di lavoro, con un forte aumento della spesa per ammortizzatori sociali».
Secondo il Dataroom di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, una pensione di 1.900 euro netti ha perso, tra il 2012 e il 2025, 37.500 euro rispetto all’inflazione.
«Non dimentichiamo che nel 2012 la legge Fornero bloccò le indicizzazioni. Noi abbiamo cominciato a ripristinarle privilegiando le pensioni più povere, che soffrono maggiormente l’aumento dei prezzi. Le minime le abbiamo indicizzate fino al 120%. Per le pensioni medio-alte c’è stato sicuramente un ammanco, ma si tratta anche di assegni spesso calcolati col più generoso metodo retributivo».
Il governo promette al ceto medio il taglio dell’Irpef, aumentando il secondo scaglione a 60 mila euro. Il fiscal drag, però, rischia di vanificare questa misura.
«Stiamo studiando questo effetto. Sicuramente con l’adeguamento dello scaglione restituiremo le maggiori entrare determinate anche dall’aumento dell’inflazione. Ma quello che eventualmente si potrà fare in più dipende dai margini che ci darà l’Europa».
Anche sulle bollette di luce e gas?
«Qui sarà determinante concordare con le maggiori società interventi per mettere un tetto ai prezzi, come è avvenuto per i carburanti».

7 ottobre 2026, 07:30 - Aggiornata il 7 ottobre 2026 , 07:31

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