Economia

Mps, cda in settimana con l’incognita assemblea: ecco le opzioni di Lovaglio (e cosa può succedere)

Mps, cda in settimana con l’incognita assemblea: ecco le opzioni di Lovaglio (e cosa può succedere)

Continua l’attività del ceo del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, per uscire dall’impasse in cui lo ha bloccato il rilancio di Intesa Sanpaolo, che ha portato l’Opas da 30,6 a 31,4 miliardi di euro, di cui 3,8 miliardi in contanti. Secondo fonti finanziarie, il banchiere si starebbe esercitando su tre possibili carte da giocare: il rinvio dell’assemblea del 29 ottobre con la distribuzione agli azionisti dell’intero pacchetto del 13,2% di Generali, oppure una contro offerta sul Monte da parte di un altro player finanziario, anche internazionale. Lovaglio starebbe preparando un cda straordinario, forse già domani o venerdì, per sottoporre ai consiglieri la sua strategia. Obiettivo: precedere le analisi dei proxy advisor Iss e Glass Lewiss che, al più tardi settimana prossima, dovranno fornire le indicazioni di voto agli investitori istituzionali azionisti di Mps. Dopo Iss, ieri il banchiere avrebbe chiesto di parlare anche con Glass Lewis. Un altro board, ma ordinario, è già convocato per il 15 ottobre.

L’eventuale rinvio dell’assemblea sarebbe motivato da una modifica dell’ordine del giorno con l’ipotesi di alzare la cedola straordinaria sia attraverso la distribuzione di tutta la quota nel Leone oppure attingendo al capitale in eccesso (16,3% il Cet1 con un cuscinetto pari a 680 punti base) che, come ha sempre detto Lovaglio, consente alla banca flessibilità strategica. Se fosse questa la strada scelta, il ceo potrebbe convocare il cda che a sua volta chiamerebbe l’assemblea in 30 giorni, cioè entro i primi dieci giorni di novembre. Escluso invece l’annullamento dell’assise, dal momento che le due offerte su Banco Bpm e Banca Generali sono irrevocabili. Molto complicata anche la distribuzione dell’extra-cedola su tutto il 13,7% del Leone detenuto da Mediobanca. Servirebbe prima la fusione del Monte con Piazzetta Cuccia. Una scorciatoia sarebbe l’acquisto della quota della compagnia da Mediobanca, operazione tra parti correlate che necessiterebbe l’approvazione del consiglio della merchant bank milanese, in cui figurano 8 indipendenti su 12, oltre il calcolo dei valori e la nominare degli advisor. Insomma operazione non breve. A stringere la via a Lovaglio potrebbe essere anche il gruppo Caltagirone, che con un consiglio in settimana dovrebbe formalizzare la sua opposizione alla doppia Ops senese.

Ieri l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps rimaneva ancora a premio, con tutti i titoli del risiko in gran spolvero a Piazza Affari. «Abbiamo un grande progetto industriale che vogliamo realizzare e questa è una grande opportunità, cioè creare un grande conglomerato finanziario con due ambiti, uno assicurativo e uno bancario», ha spiegato ieri l’ad di Unipol, Matteo Laterza all’Insurance Day a proposito dell’acquisto della legal entity di Mps e di 635 sue filiali da Intesa. «Questa è la modalità per accelerare questo percorso, creando un soggetto che ha dimensioni più rilevanti, perché unendo i due ambiti arriveremmo a una capitalizzazione di 50 miliardi». 

7 ottobre 2026, 07:14 - Aggiornata il 7 ottobre 2026 , 07:15

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