Economia

Giansanti (Confagricoltura): servono agevolazioni Irpef, ritorni il credito di imposta

Giansanti (Confagricoltura): servono agevolazioni Irpef, ritorni il credito di imposta

Presidente Giansanti lei è stato rieletto al vertice del Copa, l’Associazione delle principali organizzazioni agricole europee. Perché è importante questo secondo mandato?
«Perché capita in un momento difficilissimo della vita della Ue, con la messa in discussione dei capisaldi dell’intesa europea, che fu fondata per armonizzare le politiche dell’acciaio e dell’agricoltura. Dopo settanta anni — spiega Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del Copa — ci accorgiamo che il nostro settore, oggi come allora, è strategico, ma intanto la guerra ibrida è capace di incidere sulla disponibilità delle risorse primarie alla base delle nostre vite. La guerra nello stretto di Hormuz, per esempio, oltre a generare un enorme danno in termini di costo dell’energia e dei fertilizzanti, rischia di fare esplodere l’inflazione alimentare per mancanza di produzione. In una fase storica come quella attuale i prossimi due anni saranno, insomma, fondamentali nella definizione del quadro finanziario e delle risorse per la politica agricola comune».
 
A Bruxelles qual è la priorità?
«La priorità è sancire che l’agricoltura è un asset strategico dell’Unione Europea. È sotto gli occhi di tutti che la Cina è il principale detentore di commodities agricole al mondo, che la Russia è il più grande esportatore di frumento, o che il Brasile è il principale esportatore di proteine. Ecco perché in Europa serve una pianificazione che passi attraverso semplificazione amministrativa, snellimento burocratico e aumento della capacità produttiva e competitiva».

Da maggio è in vigore l’intesa commerciale con i paesi del blocco Mercosur. È nota la preoccupazione del mondo agricolo nei confronti dell’accordo. Quali sono le prime evidenze?
«Se leggiamo i macro numeri è evidente che alcuni comparti agroindustriali traggono vantaggio dall’export nei paesi del Sud America. Dall’altro, però, avevamo segnalato che era necessario incrementare i livelli di controllo e tutela delle produzioni e degli standard da noi adottati all’interno dell’Unione Europea. Non a caso sono state scoperte nel porto di Atene carni brasiliane con presenza di antibiotici vietati, come conseguenza è stato disposto il blocco dell’export di carne sul territorio europeo da parte dei paesi sudamericani».

Il governo si appresta a varare la legge di Bilancio. Cosa chiede il vostro settore?
«La manovra deve contenere due elementi fondamentali. Come promesso dal ministro Lollobrigida vanno trovate le risorse per l’agevolazione dell’Irpef in agricoltura. Il secondo punto è procedere con il ripristino di Agricoltura 4.0, ossia le risorse per le imprese che investono in innovazione e tecnologia attraverso un credito d’imposta. Mi auguro che il ministro condurrà questa battaglia e spero che al ministero dell’Economia ci sia la disponibilità a sostenere l’agricoltura».

Sul fronte dell’energia c’è un’emergenza?
«Non possiamo essere equiparati ad un’acciaieria, ma gli agricoltori sono energivori. Gli alti costi energetici avranno un impatto pesantissimo sui costi di produzione, alimentando un aumento del carrello della spesa. Quindi, o si interviene sul potere d’acquisto dei consumatori, o si interviene con misure adeguate per rallentare e fare in modo che i costi energetici dei settori fondamentali vengano messi sotto controllo».

Quest’ultimo aspetto è ciò che più allarma la sua base associativa?
«Oltre all’incremento del costo energetico pari al 100%, preoccupa il cambiamento climatico. Il caldo ricorrente ha condizionato le produzioni agricole, con un aumento dei costi e una diminuzione dei ricavi. Questo sta generando difficoltà nella gestione della cassa, dobbiamo assolutamente intervenire».

8 ott 2026 | 07:42

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