Economia

Mps, extra cedola di 4 miliardi con la vendita del 4% di Generali per il successo dell’Ops su Bpm e Banca Generali

Mps, extra cedola di 4 miliardi con la vendita del 4% di Generali per il successo dell’Ops su Bpm e Banca Generali

Chi gli ha affibbiato il soprannome di «Napoleone» ieri ha dovuto ricredersi e assistere alla sua Marengo: Luigi Lovaglio, che tutti credevano perduto di fronte all’avanzata dell’offerta di pubblico acquisto e scambio da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo (di cui 3 miliardi cash), ha ribaltato le sorti della battaglia e di Mps e — per dirla con un attento osservatore del risiko — «ancora una volta ha fatto la cosa giusta e ha riaperto i giochi».

Ieri l’amministratore delegato della banca toscana ha portato in cda un piano che prevede la promozione di due offerte di scambio separate, ma contestuali, su Banco Bpm e Banca Generali: Monte Paschi li comprerà offrendo i suoi titoli agli azionisti dei due istituti in cambio di quelli Mps e facendoli diventare suoi soci. Così Assicurazioni Generali, titolare del 50,1% di Banca Generali, tornerebbe nell’azionariato di Siena con una quota di circa il 6% del capitale. In aggiunta Mps andrebbe a distribuire una extra-cedola ai suoi soci in azioni Generali: verrebbe staccato circa il 4% della quota in pancia alla controllata Mediobanca, che manterrebbe il restante 9%; a questi titoli si sommerebbe una parte in contanti che porterebbe l’ammontare distribuito superiore a quello di Intesa Sanpaolo, 4 miliardi circa. s ma perché procederebbe come fusione alla pari, come prevedeva in un primo momento proprio Piazza Meda. Secondo fonti di mercato Lovaglio avrebbe già sondato la Bce circa questa sua doppia mossa. «Le operazioni oggi sul tavolo dimostrano che la banca non è più chiamata semplicemente a difendere il proprio valore, ma può essere protagonista nella creazione di nuovo valore», ha salutato la novità Pierluigi Tortora, presidente di Plt Holding e socio del Monte.

Tuttavia la strategia di Lovaglio — assistito da Ubs, Bofa, Vitale e Kbw — non sarà di facile attuazione. Già ieri in cda la doppia offerta è stata oggetto di un acceso scontro ed è passata con l’ok di nove consiglieri, tutti quelli della maggioranza più Corrado Passera, e l’astensione dei restanti amministratori di minoranza (Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Paola De Martini e Antonella Centra), che da tempo lamentano lo scarso coinvolgimento del consiglio nelle decisioni strategiche. Bisognerà poi convincere soci ostici come il Crédit Agricole, titolare del 29,3% dell’ex popolare milanese, a farsi consegnare azioni anche se, secondo indiscrezioni, la Banque Verte non sarebbe contraria a priori e sarebbe pronta a fare le sue valutazioni. Infine c’è la «regola della passività» che vieta gli amministratori di una società bersaglio di un’offerta ostile di compiere atti o operazioni che possano ostacolarla. Perciò Mps ha messo in calendario un’assemblea straordinaria a ottobre per far votare le due offerte e consentire all’ad di portarle avanti. Tempi piuttosto lunghi rispetto all’operazione di Intesa, che, dopo l’assise dei suoi soci di settembre per l’aumento di capitale a servizio, vuole far partire l’Opas tra ottobre e novembre e chiuderla per fine anno. Offerta che ai valori di Borsa di ieri era ancora a premio dell’1,5%. Inoltre Mps è a digiuno di operazioni straordinarie dall’acquisizione di Antonveneta avvenuta nel 2007. Questa mattina però il top manager dettaglierà l’operazione al mercato in una conference call. Da ricordare poi che su Lovaglio, Francesco Milleri (presidente dell’azionista Delfin) e Francesco Gaetano Caltagirone (anch’egli socio del Monte), pende l’indagine della Procura di Milano per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza nell’ambito della scalata di Monte Paschi a Piazzetta Cuccia.

Ieri in Borsa la reazione è stata cauta in attesa di conoscere i corrispettivi e i numeri delle due operazioni: Mps ha ceduto lo 0,3%, Banco Bpm è salita dello 0,7%, Banca Generali dell’1,3% Intesa dello 0,4%. Male invece Unipol (-3%) che dal successo dell’opas di Ca’ de Sass sul Monte ha tutto da guadagnare. Tra i nuovi azionisti, con il 5%, ieri è spuntata anche Barclays.

21 agosto 2026, 07:23 - Aggiornata il 21 agosto 2026 , 07:25

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