Il debito pubblico mondiale ha raggiunto il livello più alto dalla Seconda guerra mondiale e si appresta a superare il 100% del Pil globale. Servono «azioni decisive» per risanare i conti pubblici. E questa scelta non è più rinviabile, soprattutto nelle economie avanzate ad alto indebitamento. A lanciare l’allarme è la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.
«Non vediamo un’azione decisiva nelle economie avanzate fortemente indebitate, mentre è urgente adottare piani credibili di risanamento di bilancio a medio termine. Ci troviamo di fronte a scelte politiche molto difficili», ha dichiarato a Singapore alla vigilia delle assemblee annuali del Fmi e della Banca mondiale. «Il crescente peso del debito pubblico alimenta l'inflazione e non si ridurrà solo grazie alla crescita», ha osservato.
Il debito pubblico a livelli record, insieme all’inasprimento delle politiche monetarie e alla concorrenza nella raccolta di fondi da parte dei giganti della tecnologia alimenta il recente aumento vertiginoso dei rendimenti obbligazionari. «Dopo una serie di shock in cui, ogni volta, la politica di bilancio ha dovuto intervenire per attutirne l'impatto, le popolazioni si sono abituate al sostegno dello Stato», ma «non possiamo continuare a rimandare l’azione politica necessaria» e l’attuazione di «programmi di riforma ambiziosi», ha avvertito Georgieva
Georgieva ha evidenziato che gli eccessivi deficit di bilancio rappresentano un «fattore determinante» che incide sulla salute dell’economia globale. La situazione è particolarmente critica per i paesi dell’Eurozona con un elevato debito pubblico. Oltre alla Francia, Georgieva ha inoltre menzionato Italia, Portogallo e Irlanda come paesi particolarmente esposti al crollo del mercato obbligazionario globale. L’economia mondiale ha affrontato gli choc che si sono succeduti finora con una «notevole agilità». Ma la direttrice dell’Fmi ha avvertito che questa capacità di resistere difficilmente rimarrà intatta nei prossimi mesi, citando la crescita dell’AI e i prezzi dell’energia come fattori di rischio.
7 ott 2026 | 10:37